Visualizzazione post con etichetta underground. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta underground. Mostra tutti i post

lunedì 25 novembre 2013

Frisella Weekly #6 - Trip Down.

Sei alla ricerca di qualcosa di gustoso da ascoltare in questo freddissimo Monday night? 
Io un'idea ce l'avrei: una pioggia di beats, ma di quelle gentili.


Max Frisella, col plaid saldamente sulle ginocchia e con la tisana allo zenzero sul comodino, ha messo su "Trip Down", nuovo capitolo della saga. 

Questa settimana il nostro amico, col suo innato gusto, ci porta in una dimensione sconosciuta: per farlo, si avvale della collaborazione di gente che ci sa fare davvero. 


RJD2 e Chinese Man sono solo due tra i protagonisti che popolano questo mixato, davvero adatto ad una serata pigra, di quelle in cui non faresti altro che sorseggiare una buona birra e ascoltare musica piena d'anima. 



Dove ascoltare e scaricare il nuovo Frisella Weekly ? Ma che domande!


>>  qui sul nostro Soundcloud <<

Eccovi la tracklist : 

1. L'Orange - Her Sins
2. Funky Notes - Never Knew
3. Chinese Man - I've Got That Tune
4. Astrud Gilberto - The Gentle Rain (RJD2 Remix)
5. Frenic - Alright
6. Gasoline - Chicago's Nites
7. Roger Molls - The Listener
8. Extra Pazzerell Track - Only For Your Pleasure






martedì 29 ottobre 2013

10 MUST-HAVE VINYL RECORDS

Nei giorni scorsi un amico, fresco di giradischi nuovo, mi ha chiesto quali fossero secondo me i primi 10 vinili da acquistare. 


DOMANDONE !



C'ho pensato su, oltre i gusti, oltre i generi...semplicemente 10 album con i quali una nuova collezione partirebbe col botto. 



Beh, io lo farei cominciare con questi.



THE VERVE - Urban Hymns (1997)

"Questa vita è una sinfonia dolceamara: tenti di capirci qualcosa, tenti di fare soldi e poi muori". La band di Richard Ashcroft andò dritta al punto, rilasciando un disco che manifesta la sua solenne grandezza ancora oggi (e lo farà per sempre, potete giurarci).




BEASTIE BOYS - Check Your Head (1992) 

Semplicemente un album d'hip-hop strumentale all'ennesima potenza, saturo di elementi jazz, groovvettini funk e un'aura di psichedelia vagamente 70s che, mista all'efficace utilizzo del sampling, ne fa un disco precursore, interessante e sperimentale che non aveva e non ha assolutamente nulla da invidiare al suo successore, che però ebbe molto più successo.



KRAFTWERK - Autobahn (1974)

Oltre alla bellissima copertina ed al perfetto packaging, questo disco contribuì a rendere il gruppo noto a livello internazionale. Parliamo degli albori dell'elettronica e di una band che viene definita d'avanguardia non per essere di 'difficile ascolto' ma perchè era avanti di almeno un ventennio. Come disse anni fa Derrick May, "la techno altro non è che i Kraftwerk & George Clinton in ascensore".



THE BLACK KEYS - Attack and Release (2008)

La carriera di questo duo dell'Ohio è una dimostrazione di come il blues grezzo e puro possa ancora emozionare decenni dopo la sua invenzione. In un mondo di pulsanti e patterns la chitarra graffiante spesso diventa una necessità: in questo disco non c'è una nota sobria. Stupendo.



RONI SIZE & REPRAZENT - New Forms (1997)

Parliamo di un caposaldo dell'elettronica moderna, uno di quei dischi sconsigliati davanti al caminetto ma perfetto per qualsiasi situazione dinamica. Che sia sesso sfrenato o altro decidetelo voi, ma questo è un vinile che non deve mancare nella vostra collezione. Dai primi frenetici secondi dell'opening track ve ne accorgerete a vostre spese. 



RAMONES - Rocket to Russia (1977)

Come influenzare stilisticamente e musicalmente intere generazioni di bassisti, chitarristi e frontmen in soli 32 minuti. L'album più 'roll' del gruppo, uscito neanche a farlo apposta nell'anno zero delle punk, quel 1977 che tutti avremmo voluto assaporare di persona. 



JAZZANOVA - In Between (2002)

Avete presente 'La nascita di Venere', famosissimo quadro di Botticelli ? Bene, se dovessi dargli una colonna sonora sceglierei questo vinile. Appena lo poggerete sul piatto e partirà la prima track, nel mezzo del dipinto ci sarete voi. L'apoteosi del nu-jazz in un meraviglioso ginepraio di stili. Peccato per l'artwork non all'altezza :(



ELLIOTT SMITH - Either / Or (1997)

Lasciate da parte l'anima inquieta di questo pazzesco artista e concentratevi sulla musica, sulla sua soffice voce capace di emozionare all'inverosimile. Il master del fingerpicking, il 'demone buono' del cantautorato made in U.S.A.
In un negozio di dischi di Toronto qualche anno fa vidi il proprietario commuoversi mentre ne parlava e lo consigliava ad una ragazza, indecisa tra questo ed un vecchio LP dei Flaming Lips. Inutile dirvi quale disco scelse la tipa.



BOARDS OF CANADA - Music Has the Right to Children (1998)

Ero indeciso, in quanto amante alla pari di questo disco e Geogaddi del 2002. Alla fine ho scelto questo semplicemente per un fatto cronologico. Fu il primo album dei BoC ad essere distribuito in tutto al mondo, rendendo palese la genialità ambient-naturalistica del duo scozzese, capace di aperture melodiche sublimi e non solo. Inserire melodie del genere nella complessa struttura delle loro tracks è tutt'altro che facile. Intimo e delicato, Music Has the Right to Children ti tiene sospeso e con un sorriso ebete per tutta la sua durata. Senza droghe. Sublime quiete.



A TRIBE CALLED QUEST - Midnight Marauders (1993)

Alcuni dischi, oltre ad essere ridicolosamente belli, raggiungono un'importanza tale da essere imprescindibili per il proseguo della scena e della storia della musica. Questo è un esempio. Uno stile unico, giunto ad una maturazione inaspettata del trio in questione, rese Midnight Marauders un modello assoluto, lontano da puttane, lustrini, pistole e Limousines, che in quegli anni tra west ed east coast infestavano praticamente ogni disco del genere.



Bella top 10, vero? Bene, ora buon giro su Discogs :P


domenica 22 settembre 2013

Frisella Weekly #1 - Pleasantly...

Buona Domenica Labbers :)

Nella speranza che il vostro Saturday night non abbia deluso le aspettative, vi presento il secondo appuntamento con Frisella Weekly. Piccoli piaceri sonori capaci di portarvi a zonzo per il mondo con un solo click.

Il nostro Max Frisella questa settimana ha dato ampio spazio alle corde vocali femminili: una 'profonda' gita sulle route Texane in compagnia di deliziose ugole quali Bajka, Andreya Triana & Kathrin DeBoer. 
Dub, trip-hop e downtempo la fanno da padrone, quasi possedessero una vera e propria anima. Tu spostati, ci pensano loro a guidare

Potete ascoltare, approfondire e scaricare il Frisella Weekly #1 qui sul nostro Soundcloud

TRACKLIST : 


Protassov - 'I Wonder' (ft. Bajka)

Natural Self - 'Midnight Sun' (ft. Elodie Rama)
Bonobo - 'The Keeper' (ft. Andreya Triana)
Federico Aubele - 'Maria Jose' (ft. Gabriela Mairu)
Madrid de los Austrias - 'Mas Amor'
Thievery Corporation - 'Lebanese Blonde' (french version ft. Pamela Bricker)
DJ Vadim - 'Black Is The Night' (ft. Kathrin Deboer)
Deela - 'Killo' (ft. Maria Garcia Lora)


Qualsiasi piega prenda la vostra Domenica, lasciate un piccolo spazio per allietare i vostri timpani con queste bellissime voci. 



"Science has explained nothing; the more we know the more fantastic the world becomes and the profounder the surrounding darkness." - Aldous Huxley 

venerdì 20 settembre 2013

DUB FX - Worldwide Street Looping Artist

La favola di Benjamin Stanford, conosciuto come Dub FX, è da raccontare ad amici, parenti, colleghi e figli. Quelli che credono nella potenza della musica ovviamente. 


Parliamo di un trentenne australiano, esempio lampante di come la perseveranza unita all'amore viscerale per tutto quello che ruota attorno all'underground, possa portare a traguardi enormi ed impensabili. Un ragazzo normale, innamorato come tanti di noi della cultura dub, della profondità del reggae, dell'hip-hop & della drum'n'bass.



Corre l'anno 2002 ed un giovanissimo Stanford decide di accantonare per un po' il suo paese e di tagliare con la band in cui canta e suona, un gruppo chiamato Twitch. Fatto ciò, inizia a viaggiare armato di pedaliera, chitarra e buona volontà: nasce Dub FX, lo street performer. 

Nasce anche un nuovo ed alternativo modo di comporre brani musicali.
A soli ventidue anni infatti, Benjamin comincia ad intromettersi nella scena musicale Europea, girando per piazze e portando il suo stile, quella fantastica capacità di creare musica (assolutamente live), usando al meglio le sue immense doti da beat boxer e 'stuprando' letteralmente l'amata pedaliera, con la quale modula al meglio la sua voce e crea degli ipnotici loops da utilizzare come basi.


Il gioco è fatto, la voce si sparge e Dub FX, assieme all'inseparabile compagna Flower Fairy comincia ad essere sulla bocca di tutti. 

Una cosa che ancora oggi continua a contraddistinguerlo è la sua assoluta indipendenza: tutto ciò che produce, i suoi show, dipendono esclusivamente da lui. Benjamin è completamente indipendente e tutte le info che lo riguardano girano per passaparola o tramite i social network.



Nel 2009 la svolta definitiva: esce "Everythinks a Ripple", primo album in studio di Dub Fx.

Quattordici splendide tracks, molte già note proprio grazie alle innumerevoli street performance accumulate in giro negli anni precedenti. 


Pur essendo l'anti-star, Stanford deve fare i conti con la notorietà; ormai è a tutti gli effetti un personaggio di culto. Il resto è storia. Nel 2010 esce un altro album, "A Crossworlds", in collaborazione con il producer Australiano Sirius, nuovo featuring dopo quelli con la sua ragazza e col sassofonista Mr.Woodnote.


Mi trovo qui a parlare di questo ragazzo perchè sono innamorato della sua storia: oltre ad essere estremamente talentuoso, lo stimo profondamente. Partire dallo zero assoluto e costruirsi un fedelissimo seguito senza architettare nulla, semplicemente diffondendo l'amore e la passione. Questa è musica! Questa! Non tutte le puttanate iperprodotte, non i personaggi patinati, non quelli che "io ascolto quello che capita", non le major..maledette loro! Dalla storia di Benjamin c'è solo da imparare. I suoi video hanno milioni & milioni di visualizzazioni, la scena alternativa lo adora e lui non smette di vendere i cd in piazza durante le sue performance continuando a divertirsi con i suoi amici.




"I'm always focused on how to dirty my voice while I keep it in tune, and that's a very difficult thing to do - that requires a lot of control. But for me, taking it to the next level means I can make my voice sound like anything I want." 



Così Benjamin descrisse il suo stile in un'intervista.



Attualmente Dub Fx sta preparando il nuovo album, "Theory Of Harmony": per finire di realizzarlo e promuoverlo non poteva di certo scegliere un modo tradizionale, anche perchè come già detto, l'indipendenza è la sua religione. Senza casa discografica fare uscire un album a livello mondiale è pressapoco impossibile. Lui, per riuscirci, ha lanciato una superba iniziativa, ovvero una "Pledge campaign". Di cosa si tratta, direte voi. 



Beh, guardate un po'. Se non vi ho convinto finora, lasciate che a farlo sia questo!




Seguendo l'artista in questione da tempo, con questo video mi sono emozionato un bel po'.

Ripeto, la sua storia è bellissima e dovrebbe spingere chiunque a credere nei propri mezzi: oltre ad essere buonissima musica siamo davanti a VITA VERA. La passione prima di tutto. 



Stivv




mercoledì 18 settembre 2013

LAB PICKS - WEEK #1

Cos'è LAB PICKS ?

Ve lo spiego subito. Avete presente le televendite di Giorgio Mastrota? Benissimo, i nostri picks saranno le scelte di Step Lab_, i materassi su cui lo staff vi consiglierà di  riposare. 

Non per forza nuovissime uscite, non per forza grossi calibri..quello che ci piace è andare a cercare muschi & licheni nel sottobosco più profondo, guidarvi all'ascolto di producers difficilmente raggiungibili utilizzando il sentiero principale. 

Quindi, ricapitolando, ogni settimana 2-3 scelte, quelle necessarie per arrivare al Mercoledì successivo.


DIGITAL VELVET - Digital Velvet  (2013,  Bedroom Research)


Da settimane provo a capacitarmi del fatto che un EP come questo stia passando quasi del tutto inosservato. Andiamo con ordine: Digital Velvet è un nuovo progetto messo su da Julien Chastagnol, conosciuto ai più come Ruby My Dear, e Anna Maury alla voce, nota all'interno della scena underground francese grazie al coinvolgimento in diversi act di natura dub. 
Rispetto alla musica proposta come Ruby My Dear, qui Chastagnol ha decisamente un approccio più soft con l'elettronica, visto l'accantonamento di quelle tinte jungle o addirittura breakcore che assume solitamente la sua musica.
Questo EP di debutto dei Digital Velvet si spinge più verso l'onirico, esplorando nel corso delle 5 tracce l'elettronica in lungo e in largo. 
Per far rendere al meglio la voce di Anna, Julien mette da parte l'urgenza delle sue solite produzioni, accantonando spesso la velocità e lasciando spazio al 'viaggio'. Mentre elementi quasi glitch ed IDM la fanno da padrone, l'orecchio viene deliziato da bassi profondi e da una sezione ritmica quasi trip-hop, scomodando paragoni con alcune produzioni dei Portishead o dei Massive Attack (con le dovute misure, ovvio). 
Delle 5 tracks, la mia preferita è sicuramente "Lidocaine", che annovera il featuring di Non, MC del collettivo Shadow Huntaz, non nuovo al coinvolgimento in progetti simili. 
L'EP è uscito per Bedroom Research, etichetta di nicchia francese dedicata, parole loro, "to freestyle, crossover and deviant electronic music with a focus on discovery". 


Il tutto lo trovate qui, disponibile in modalità 'name your price', ovvero, se lo volete aggratis basta digitare '0'.

Godetevelo ;)


BAHAMADIA - Kollage  (1996, Chrysalis)



Dopo la succulenta novità, ecco un classicone come si deve che, a mio avviso, è impossibile non conoscere. Premessa: se si decide di parlare di un disco come questo è difficile non partire dai produttori; tre nomi..Dj Premier, Guru, Da Beatminerz. Il duo dei Gang Starr, dunque, unito ad una leggendaria crew di Brooklyn. 

Parto dal lavoro che c'è dietro semplicemente perchè è PERFETTO. Se siete amanti della vecchia scuola, di quel rap datato che quasi un ventennio dopo continua a trasudare influenze jazzy & soul, con quest'album andate sul sicuro. 
Non sono un grande amante delle MC di sesso femminile ma quando si parla di Antonia Reed cambio leggermente opinione e mi arrabbio un po': Bahamadia è sottovalutatissima e raramente mi è capitato di ascoltare un flow piacevole e graffiante allo stesso tempo. Assieme a Jean Grae il suo stile è quello che più mi fa salire sulla macchina del tempo, ricordando con piacere il mondo della scienza doppia H come qualcosa di costruttivo, innovativo e soprattutto credibile. 
"Kollage" è una miniera di singoli: da "Uknowhowwedo" a "3 tha hard way" passando per "True honey buns" il sound è fresco e di alta qualità. 
Un must have a tutti gli effetti insomma.

Ascoltatelo qui e poi ditemi se non ho ragione :)


ASC - Programme 01  (2013, Auxiliary)





















L'aspetto più interessante della musica elettronica è l'infinita capacità di evolversi con il passare del tempo. La tecnologia assume un ruolo fondamentale in questo processo di evoluzione, diventando tutt'uno con la mente e l'anima dell'artista.
Il Regno Unito è sicuramente uno dei centri culturali musicali più attivi in Europa ormai da decenni; possiede infatti una capacità di innovare, creare e mischiare generi e sottogeneri così innata da risultare unica nel mondo.

E' anche il caso di James Clements aka ASC, producer che ha bivaccato qua e la in Inghilterra.  Ascoltando la sua musica si capisce benissimo che tipo di ambienti abbia frequentato. 
Nella sua carriera artistica vanta numerose collaborazioni (Synkro, Indigo, Synth Sense, per citarne alcune), ma questo è il suo primo album da solista. 
L'opening track dell'album, "Solemnity", ci catapulta direttamente in una lenta e ripetitiva marcia di suoni industrial, mescolati al meglio con synth freddi e gelide linee vocal di chiaro stampo British. In "Fulcrum" invece tutto si fa più disteso, i suoni più melodici e il giro di bassi rilassa il nostro apparato uditivo. La terza traccia, "Wave Upon Wave", è una staffetta in grande stile tra clap, kick e snare elettronici che si inseguono tra i riverberi intrecciando un ritmo davvero particolare e palpitante, quasi si passassero il testimone. Nella track conclusiva, tutto il talento di Mr. Clements viene fuori: "Lone Star" è curata nei minimi dettagli: molti cambi ritmici e profonde tastiere suonate ad Hoc creano un ambiente onirico davvero surreale. 

Un album da ascoltare assolutamente. Dove lo trovate? 


Bene, per questa 'puntata' è tutto, spero che le due scelte siano di vostro gradimento! 



Vibes are medicines

lunedì 16 settembre 2013

Frisella Weekly #0 - Funky Assexment

Buongiorno Lab :)


Oggi partiamo ufficialmente con delle nuove rubriche, che spero riusciranno a diventare parte integrante delle vostre giornate intrise di musica. Il Frisella Weekly sarà un appuntamento, ovviamente settimanale, con le buone vibrazioni. Mixetti particolari e ricercati che andranno ad allietare le vostre Domeniche.

Questo episodio pilota, un'introduzione a quello che vi aspetterà, lo pubblichiamo di Lunedì, quasi a sottoscrivere il nuovo inizio. Max Frisella, alter ego di Thomas Edison (risorto), apre la dj bag e vi offre le sue buone vibes in free download.


CAPITOLO #0 : FUNKY ASSEXMENT  -  Le nuove frontiere del funky attraversano la strada al dub stiloso dei francesi Dynamics, il tutto contaminato da un'attitudine che più 70s non si può, sprazzi di hip hop ed elementi revival che ricordano la golden age della disco music. Che bel calderone !


TRACKLIST:

The Dynamics - Music
Escort - Cocaine Blues
Mad Dog Fire Department - Cosmic Funk (Mop Mop edit)
Uptown Funk Empire - Boogie
Chris Joss - I Want Freedom
J-Boogie's Dubtronic Science - Inferno feat. Lunar Heights
Smoove & Turrell - You Don't Know (Kraak & Smaak Remix)


Siamo solo all'inizio: lasciate da parte il settimanale di scienza, il Frisella Weekly vi aprirà un mondo.








Buon ascolto ;)

venerdì 26 luglio 2013

TWO.


Tante, troppe volte mi sono messo davanti ad un foglio bianco con l'intento di buttar giù una specie di “manuale dell'ascolto moderno”. Fallendo miseramente.
Oggi scrivo per un motivo (per me) ben più speciale: una piccola community underground che ho messo su assieme al mio migliore amico un paio d'estati fa, compie gli anni.

Due candeline appunto. Dico piccola perchè i membri sono, ad oggi, 2276 e, trattandosi di una pagina sul social che ha cambiato le nostre vite, sembrano noccioline; poi però ripenso ai contenuti, alla provenienza dei likes e a quel "Don't drink from the mainstream" divenuto ormai nostro marchio di fabbica e..beh, di colpo mi sembra un gran bel numero. Tanti auguri a Step Lab, dunque!
Ricordo nitidamente la serata in cui decidemmo di partire: una birretta e una scalinata. Zero pretese, vista la nutrita presenza di webzines e blog di settore, di cui molti assolutamente competenti. Diffondere buona musica nel modo giusto cercando di abbattere la famigerata barriera 'staff ↔ lettore/ascoltatore': questo ci interessava. Dare un'identità precisa a ciò che sarebbe poi diventato il Lab_. 


La maggior parte delle pagine/blog posta a ruota senza creare interazione. Vedi pages con 20,30,100 mila likes e zero partecipazione, un clima distaccato della serie: "ok, figo questo pezzo, ora scarico l'album o il pezzo e li metto sulla mia bacheca senza dare minimo credito alla fonte". Al massimo un thumb up, un "top", un "pezzone" o un "super". A me invece premeva dare vita ad un filo diretto, creando un clima accogliente. 
Se guardo indietro, mi rendo conto di aver costruito qualcosa di utile per amici e persone che vivono la musica nel mio stesso modo. Sembra poco, ma non lo è affatto.
Quello che ho sempre adorato è parlare di musica con gente che la respira, condividere le mie idee e sapere che anche gli altri provano la stessa sensazione quando ascoltano qualcosa che gli fa saltare il culo: che sia il nuovo di Flying Lotus, un bootleg dei Clash o un datato vinile della Motown.
Marvin Gaye -  "I Heard It Through The Grapevine", 1968
La mia vita, dal momento stesso in cui ho acceso il primo walkman, si è evoluta di pari passo alla musica transitata nelle mie orecchie. Poi alcuni stadi comuni: le prime jam coi baffetti adolescenziali che sembravano disegnati, i concerti furtivi dove neanche sapevi se ti avrebbero fatto entrare, il punkrock che ti abbraccia stretto assieme al primo scooter e le prime forme di petting con l'elettronica. Quella vera.
Giorni fa, all'interno di un'intervista ai Daft Punk ho letto una frase dove uno dei due 'caschi' paragonava l'elettronica moderna ad un energy drink: 

“Aggressiva, iperstimolante. Ma alla fine smuove poco o niente a livello emotivo. Cerca in ogni modo di farti sentire vivo ma non è profonda. C'è la stessa differenza che corre tra erotismo e pornografia.” 

Questo più o meno il concetto. Nulla di errato, no? Lasciate perdere per un attimo il loro ultimo album e il (a tratti misero) tentativo di esprimere lo stesso pensiero su disco. Quella frase dice il vero, e vista la condizione della musica attuale, mi ci interessava creare un qualcosa che trasmettesse roba che fa pensare, riflettere, che emoziona e che spinge al confronto.
L'anno scorso, di questi tempi, al nostro primo showcase, un vero e proprio esperimento, presenziarono più di 350 persone da diverse regioni: lì mi accorsi che la nostra creazione funzionava, che stavamo lavorando bene. Tutto ciò ci ha dato la spinta per continuare a costruire la community, un mattoncino alla volta.
Non so esattamente cosa cazzo sto scrivendo, sono solo estremamente felice che Step Lab_ sia diventato un qualcosa di concreto, questo è quanto!
Due anni è esattamente l'arco di tempo che io e il mio socio ci prefiggemmo quella sera, Ora abbiamo un seguito, gente che si interessa a quello che spingiamo.
I numeri non mi interessano, la passione va decisamente oltre! Abbiamo in mente parecchie cose che spero il tempo e il lavoro ci permettano di realizzare. Non vi anticipo troppo perchè so che le sorprese vi gasano.


GRAZIE ai miei collaboratori, a chi c'è da quel 26 Luglio 2011 e anche a chi sul vagone Lab_ c'è saltato quando era già in corsa.

VIBES ARE MEDICINES, sempre.


Stivv