Sei alla ricerca di qualcosa di gustoso da ascoltare in questo freddissimo Monday night?
Io un'idea ce l'avrei: una pioggia di beats, ma di quelle gentili.
Max Frisella, col plaid saldamente sulle ginocchia e con la tisana allo zenzero sul comodino, ha messo su "Trip Down", nuovo capitolo della saga.
Questa settimana il nostro amico, col suo innato gusto, ci porta in una dimensione sconosciuta: per farlo, si avvale della collaborazione di gente che ci sa fare davvero.
RJD2 e Chinese Mansono solo due tra i protagonisti che popolano questo mixato, davvero adatto ad una serata pigra, di quelle in cui non faresti altro che sorseggiare una buona birra e ascoltare musica piena d'anima.
Dove ascoltare e scaricare il nuovo Frisella Weekly ? Ma che domande!
>>qui sul nostro Soundcloud<< Eccovi la tracklist : 1. L'Orange - Her Sins 2. Funky Notes - Never Knew 3. Chinese Man - I've Got That Tune 4. Astrud Gilberto - The Gentle Rain (RJD2 Remix) 5. Frenic - Alright 6. Gasoline - Chicago's Nites 7. Roger Molls - The Listener 8. Extra Pazzerell Track - Only For Your Pleasure
Dopo un'assenza ingiustificata di quasi un mese, Max Frisella, detto anche Max Frisella, torna in grande stile, e con una laurea sul groppone.
Si era congedato temporaneamente con Dubby Potty Choones, un mixato zeppo di bassi pulsanti e sporchi di lava, provenienti dall'entroterra.
Oggi il nostro Free-sel Lah, approfittando delle piogge torrenziali, inverte la tendenza e si fionda nel torrido deserto.
Il mixato di questa settimana, che trovate QUI, parte con la voce di Malcolm X, per poi aiutarsi (tra gli altri) con Basement Jaxx & Full Crate.
Ma è il retrogusto afro a farla da padrone durante questo viaggio: dopo l'ascolto vi sentirete adepti con tutta l'anima allo Sciamanesimo.
Ah, non vi preoccupate se per il resto della Domenica vi ritroverete a parlare esclusivamente in Malgascio e al posto delle pentole, nella vostra cucina, ci saranno calderoni pieni di succo di Kiwano...è tutto parte del diabolico piano del Frisellone.
Buon ascolto! Anzi... "Ons wens julle 'n goeie luistervaardighede !"
TRACKLIST :
1. Romare - The Blues (It Began In Africa)
2. KonKoma - Handkerchief (Auntie Flo Remix) 3. Owiny Sigoma Band - Nyiduonge Drums 4. Full Crate - L'Afrique (ft. Papa Ghana) 5. Basement Jaxx - Cool It 6. Midland - Checkbob
Lasciate perdere Scavolini, la puttanella più amata dagli italiani è quella gran figa di Max Frisella.
Oggi la svergognata ci presta il suo aliante bi-color : più giallo del sole Andaluso, più verde della cannetta serale del Pannelladei tempi d'oro.
Preparate il borsone e le cartine perchè il velivolo vi porterà molto in alto, per un volo transcontinentale attraverso le tradizionali atmosfere dub & reggae della vecchia Giamaica, rivisitate ed immerse nelle più interessanti salse musicali del vecchio continente.
10. Telefon Tel Aviv - "Helen of Troy", from Immolate Yourself (2009)
Un feel vagamente 80s. Un synth pop ruffiano e appicicoso che manda in rotta di collisione A-Ha & M83 dopo un acido rally in un bosco sintetico.
09.Tom Waits - "Big in Japan", from Mule Variations (1999)
Un blues delirante, condito dalla sua voce gracchiante spinta a calci in un megafono. Le percussioni gutturali ed un beat a mitraglia fanno il resto.
08. The Notwist - "This Room" [Four Tet & Manitoba Remix], from Pick Up The Phone EP (2002)
Caribou era Manitoba. Four Tet era già Four Tet. La classe invece l'hanno entrambi da sempre: questa vecchia collaborazione è una pietra preziosa.
07. Greyboy - "Got to be a Love" ft Quantic & Sharon Jones, from Soul Mosaic (2004)
Il chitarrone alla James Brown fa un carpiato sulla potentissima ugola di Sharon Jones. Gli scratch di Quantic stendono un perfetto velo sul quale Greyboy compone un'impazzita ragnatela jazzy. Fenomeni.
06. This Will Destroy You - "Threads", from This Will Destroy You (2008)
Un crescendo di emozioni che raramente si incontra. L'arcobaleno di suoni eternamente atteso durante una pioggia liberatoria. Il suono del respiro.
05. Com Truise - "Innerfacer", from Cyanide Sisters (2011)
Salite sulla navicella, parte un tour interplanetario. Lo scafandro vi servirà, ma portate i roller: si va a pattinare sugli anelli di Saturno.
04. The Mighty Mocambos - "Battle" ft Afrika Bambaataa, Charlie Funk & King Kamonzi, from The Future is Here (2011)
Duro e puro. Le guest di assoluto valore aggiungono a questo scatenato inferno funk una luce oldschool che vi lascerà di stucco (ma riuscirete comunque a muovere il collo fino a staccarvelo)
03. Arandel - "In D#1", from In D (2010)
Vi siete mai chiesti, fondendo nella vostra mente architettura e musica, che suoni si potranno mai ascoltare in una solenne cattedrale del futuro ?
02. Electric President - "Insomnia", from Electric President (2006)
Una giornataccia, di quelle che non vedi l'ora finiscano. Semmai ne avrete una nelle prossime settimane, prima di dormire ascoltate questa. Il titolo? Pura ironia.
01. The Black Seeds - "The Answer", from Into the Dojo (2006)
Arrivasse la pace totale sul pianeta, questa dovrebbe essere la prima canzone ad essere suonata in mondovisione. Love is the answer.
Oggi dedichiamo un po' di spazio a quelli che sono i nostri suggerimenti. Preparate il carrellino perchè in questo appuntamento parleremo di due interessantissime uscite: una freschissima novità ed un bel classicone riesumato dai sepolcri dell'underground.
ARCHIE PELAGO - Hall of Human Origins (2013, Styles Upon Styles)
Qualche mese fa, girovagando tra le pagine di un noto negozio di dischi online ed attratto dalla fantasiosa copertina, ascoltai per la prima volta la preview del precedente EP degli Archie Pelago, "Sly Gazabo": mi ha aperto un mondo. La perfetta collisione tra elettronica e strumenti 'reali' era assolutamente perfetta. A distanza di mesi non saprei come chiamare quella miscela, ma ero davanti ad un particolare ibrido di house dubbeggiante ed influenze jazz. Una specie di elettronica barocca, per essere fantasiosi.
Il trio in questione, proveniente da Brooklyn, è composto da Hirshi, Cosmo D e Kroba. Insieme si divertono e suonano un'infinità di strumenti: fiati, piano ed archi fusi con drum lines che sembrano uscire direttamente dalle mani di una tribù del centro america, dando vita ad un genere davvero singolare.
"Hall of Human Origins", EP partorito sulla Newyorkese Styles Upon Styles, è composto da cinque tracks che fanno volare la mente ed il corpo verso ambienti lontani, perfette per quel pubblico che ama muovere il sedere a ritmo di un'elettronica scaltra ed intelligente.
L'opening "Chronomancer" mette subito le cose in chiaro: una calda sezione ritmica introdotta da dolci fiati fa da apripista per le altre 4 perle, su tutte la title track, posta in chiusura come degna conclusione di un disco da gustare tutto d'un fiato.
LORDS OF THE UNDERGROUND - Keepers of the Funk (1994, Pendulum Records)
Vent'anni fa sulla East Coast si faceva sul serio, e questo lo sappiamo tutti. L'hip hop VERO la faceva da padrone e gente come De La Soul e A Tribe Called Quest spingevano beats aggressivi e 'cicciotti' giunti ad intricate metafore in giro per il paese, scoperchiando il genere e dandogli nuova vita. Imparata questa lezione e soprattutto quella dei pionieri dei decenni precedenti, da Afrika Bambaataa alla Sugarhill Gang passando per Grandmaster Flash, il trio dei Lords of the Undergroundrilascia il secondo album, un inno al funk.
Il gruppo si scioglierà l'anno dopo, dunque questo rimane l'atto conclusivo di una brevissima carriera, 'arricchita' da una reunion partita nel 1999 e da altri due dischi che però poco e niente aggiungeranno al valore artistico della band (anche per il contesto storico in cui sono arrivati).
Trainato dal gran successo del singolo "Tic Toc", l'album raggiunge la posizione 57 all'interno della Billboard top 100, in quegli anni dominata dagli ultimi respiri del grunge e dall'esplosione del punkrock californiano.
La mia preferita è senz'altro "Neva Faded" che, abbracciata dal bellissimo sample di "Funky Drummer" di James Brown, contiene tutti gli elementi classici della east coast, elementi che ti investono durante l'intro del disco e che ti trascinano per chilometri su un'autostrada anni '90 a bordo di una Cadillac.
Per questa settimana quindi, due gruppi provenienti dalla stessa zona. Due generi diametralmente opposti e due contesti storici che più diversi non si può.
Nella speranza che il vostro Saturday night non abbia deluso le aspettative, vi presento il secondo appuntamento con Frisella Weekly. Piccoli piaceri sonori capaci di portarvi a zonzo per il mondo con un solo click.
Il nostro Max Frisella questa settimana ha dato ampio spazio alle corde vocali femminili: una 'profonda' gita sulle route Texane in compagnia di deliziose ugole quali Bajka, Andreya Triana & Kathrin DeBoer.
Dub, trip-hop e downtempo la fanno da padrone, quasi possedessero una vera e propria anima. Tu spostati, ci pensano loro a guidare
Oggi partiamo ufficialmente con delle nuove rubriche, che spero riusciranno a diventare parte integrante delle vostre giornate intrise di musica.
Il Frisella Weekly sarà un appuntamento, ovviamente settimanale, con le buone vibrazioni. Mixetti particolari e ricercati che andranno ad allietare le vostre Domeniche.
Questo episodio pilota, un'introduzione a quello che vi aspetterà, lo pubblichiamo di Lunedì, quasi a sottoscrivere il nuovo inizio.
Max Frisella, alter ego di Thomas Edison (risorto), apre la dj bag e vi offre le sue buone vibes in free download.
CAPITOLO #0 : FUNKY ASSEXMENT - Le nuove frontiere del funky attraversano la strada al dub stiloso dei francesi Dynamics, il tutto contaminato da un'attitudine che più 70s non si può, sprazzi di hip hop ed elementi revival che ricordano la golden age della disco music. Che bel calderone !
TRACKLIST:
The Dynamics - Music
Escort - Cocaine Blues
Mad Dog Fire Department - Cosmic Funk (Mop Mop edit)
Tante,
troppe volte mi sono messo davanti ad un foglio bianco con l'intento
di buttar giù una specie di “manuale dell'ascolto moderno”.
Fallendo miseramente.
Oggi
scrivo per un motivo (per me) ben più speciale: una piccola
community underground che ho messo su assieme al mio migliore amico un paio d'estati fa, compie gli anni.
Due candeline appunto. Dico piccola
perchè i membri sono, ad oggi, 2276 e, trattandosi di una pagina sul social che ha cambiato le nostre vite, sembrano noccioline; poi però ripenso ai contenuti, alla provenienza dei likes e a quel "Don't drink from the mainstream" divenuto ormai nostro marchio di fabbica e..beh, di colpo mi sembra un gran bel numero. Tanti auguri a Step Lab, dunque!
Ricordo
nitidamente la serata in cui decidemmo di partire: una birrettae una scalinata. Zero pretese,
vista la nutrita presenza di webzines e blog di settore, di cui molti
assolutamente competenti. Diffondere buona musica nel modo giusto
cercando di abbattere la famigerata barriera 'staff ↔
lettore/ascoltatore': questo ci interessava. Dare un'identità precisa
a ciò che sarebbe poi diventato il Lab_.
La maggior parte delle pagine/blog posta a ruota senza creare interazione. Vedi pages con 20,30,100 mila likes e zero partecipazione, un clima distaccato della serie: "ok, figo questo pezzo, ora scarico l'album o il pezzo e li metto sulla mia bacheca senza dare minimo credito alla fonte". Al massimo un thumb up, un "top", un "pezzone" o un "super". A me invece premeva dare vita ad un filo diretto, creando un clima accogliente.
Se guardo indietro, mi rendo conto di aver
costruito qualcosa di utile per amici e persone che vivono la musica
nel mio stesso modo. Sembra poco, ma non lo è affatto.
Quello
che ho sempre adorato è parlare di musica con gente che la
respira, condividere le mie idee e sapere che anche gli altri provano
la stessa sensazione quando ascoltano qualcosa che gli fa saltare il
culo: che sia il nuovo di Flying Lotus, un bootleg dei Clasho un
datato vinile della Motown.
Marvin Gaye - "I Heard It Through The Grapevine", 1968
La
mia vita, dal momento stesso in cui ho acceso il primo walkman, si è
evoluta di pari passo alla musica transitata nelle mie orecchie. Poi
alcuni stadi comuni: le prime jam coi baffetti adolescenziali che
sembravano disegnati, i concerti furtivi dove neanche sapevi se ti
avrebbero fatto entrare, il punkrock che ti abbraccia stretto assieme
al primo scooter e le prime forme di petting con l'elettronica.
Quella vera.
Giorni
fa, all'interno di un'intervista ai Daft Punk ho letto una frase dove
uno dei due 'caschi' paragonava l'elettronica moderna ad un energy
drink:
“Aggressiva, iperstimolante. Ma alla fine smuove poco o
niente a livello emotivo. Cerca in ogni modo di farti sentire vivo ma
non è profonda. C'è la stessa differenza che corre tra erotismo e
pornografia.”
Questo più o meno il concetto. Nulla di errato, no?
Lasciate perdere per un attimo il loro ultimo album e il (a tratti
misero) tentativo di esprimere lo stesso pensiero su disco. Quella
frase dice il vero, e vista la condizione della musica attuale, mi ci interessava creare un qualcosa che trasmettesse roba che fa pensare,
riflettere, che emoziona e che spinge al confronto.
L'anno
scorso, di questi tempi, al nostro primo showcase, un vero e proprio esperimento, presenziarono più
di 350 persone da diverse regioni: lì mi accorsi che la nostra
creazione funzionava, che stavamo lavorando bene. Tutto ciò ci ha dato la
spinta per continuare a costruire la community, un mattoncino alla volta.
Non
so esattamente cosa cazzo sto scrivendo, sono solo estremamente felice che Step Lab_ sia diventato un qualcosa di concreto,
questo è quanto!
Due
anni è esattamente l'arco di tempo che io e il mio socio ci
prefiggemmo quella sera, Ora abbiamo
un seguito, gente che si interessa a quello che spingiamo.
I
numerinon mi interessano, la passione va decisamente oltre!
Abbiamo in mente parecchie cose che spero il tempo e il lavoro ci
permettano di realizzare. Non vi anticipo troppo perchè so che lesorprese vi gasano.
GRAZIE ai miei collaboratori, a chi c'è da quel 26 Luglio 2011 e anche a chi sul
vagone Lab_ c'è saltato quando era già in corsa.
We've come a long, long way since the day we decided to start the Lab. Almost two years, two cds, hundreds of playlists and podcasts, a couple of showcases and thousands of likes after, here we are with this big project. One of our goals has always been helping people escape from bad music. In order to do that, we release this compilation, full of good producers & beatmakers from our country, Italy, but also some guests from all across the world.
In a society full of garbage music, we would love to give these talented cats the chance to show how much they dig what they do. As an independent collective of reviewers, DJs and crate diggers, Step Lab is trying to become an amazing underground community. Wanna help? SPREAD THE WORD.